Le Tavole Eugubine

Matrice arcana e affascinante sono le sette tavole in bronzo che ci raccontano la città-stato italica, la sua attività amministrativa, i collegi sacerdotali, il pantheon eugubino, la topografia, i riti...."UNA VOLTA CHE, SEDENDOSI, COLUI CHE DEVE OSSERVARE I MESSAGGI SI E' MESSO A DISPOSIZIONE DELLA DIVINITA' AUGURALE, NON SI FACCIA RUMORE, NE' CI SI INTROMETTA CON DEDICHE SACRE, FINO A CHE QUELLO CHE DOVRA' OSSERVARE I MESSAGGI NON SARA' TORNATO.."

Tornate alla luce nel 1444, le tavole eugubine rappresentano il documento rituale più importante dell'antichità classica; la scrittura ha i caratteri dell'alfabeto etrusco e di quello latino, ma la lingua non è nè latina nè etrusca. E' il dialetto, la lingua viva parlata dagli antichi popoli che abitavano queste terre. La difficoltà alla traduzione delle tavole è dimostrata dal fatto che solo nel 1883, in un volumetto scritto da Bucheler, fu data una interpretazione considerata definitiva per 50 anni.

Nel 1940 il prof.Devoto, secondo le esigenze della moderna filologia, ricostruendo le frasi con un senso compiuto e discendendo dal concetto generale a quello particolare, pubblica l'opera "Tabulae iguvinae" che resta il più completo e preciso  documento  interpretativo delle tavole eugubine.


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